A 48 anni, perché continuo ad allenarmi

Uomo di circa 50 anni si allena con un kettlebell in palestra. Immagine di apertura dell’articolo Movimento di PerformanceLab Longevity.

Il movimento non mi ha semplicemente fatto dimagrire. Mi ha aiutato a ritrovarmi.

Ho iniziato CrossFit intorno ai 37 anni.

Venivo da un lungo periodo di inattività. Io e mia moglie avevamo avuto due figli molto vicini tra loro e, tra famiglia e lavoro, il tempo per me era praticamente scomparso.

Sono alto 1,88 m e in quel periodo ero arrivato a pesare più di 120 kg.

Ma il problema, ripensandoci oggi, non era soltanto il numero sulla bilancia.

Ero stanco.

Ricordo ancora quando giocavo sul tappeto con i miei figli piccoli: facevo fatica ad alzarmi e mi stancavo velocemente. Ero più irritabile, sul lavoro mi capitava di sentirmi annebbiato e soprattutto avevo iniziato a non riconoscermi più.

Non mi piacevo.

Il primo passo non è stato la palestra

A un certo punto ho deciso che dovevo fare qualcosa.

Mi sono affidato a un nutrizionista e ho perso quasi 20 kg.

Quello è stato il primo grande cambiamento, ma subito dopo ne è arrivato un altro che non avevo previsto.

Ho provato CrossFit.

E per me è stato subito amore.

All’inizio vedevo persone fare movimenti che mi sembravano impossibili. Poi inizi a provare. Sbagli. Riprovi. Migliori un piccolo particolare. Continui ad allenarti.

E un giorno riesci a fare qualcosa che qualche mese prima pensavi non sarebbe mai stato alla tua portata.

È lì che per me l’allenamento ha iniziato a significare qualcosa di più.

Non è stato solo un cambiamento fisico

Con il tempo ho ritrovato energia, serenità e soprattutto una cosa che può sembrare banale: fiducia in me stesso.

Affrontare continuamente piccole prove e riuscire a superarle grazie alla costanza mi ha insegnato che molte difficoltà che inizialmente sembrano enormi diventano affrontabili quando inizi a lavorarci.

Per questo oggi posso dire che, per me, il CrossFit non è stato soltanto attività fisica.

È diventato uno stato mentale, un modo di affrontare le difficoltà che si presentano.

Naturalmente questa è la mia esperienza personale. Non significa che tutti debbano fare CrossFit, né che sia il CrossFit in particolare a produrre questi effetti.

Il punto, per me, è un altro: trovare un’attività che ti faccia venire voglia di continuare a muoverti.

Oggi mi alleno diversamente

A 48 anni non faccio più CrossFit puro, anche se ammetto che mi piacerebbe.

Il mio allenamento si è evoluto.

Oggi seguo un programma ibrido di cross-training tre volte alla settimana. Lavoro su intensità e forza, ma con maggiore attenzione anche a core e stabilità.

Due giorni alla settimana corro, generalmente tra i 5 e i 7 km. Mi sono dato un nuovo obiettivo: riuscire un giorno a correrne 20.

Sono ancora lontano, ed è proprio questo il bello.

La domenica, quando posso, esco anche in mountain bike.

Non penso che questo sia necessariamente il programma giusto per un’altra persona. È quello che in questo momento funziona per me.

Ma dopo i 40 anni, perché forza e attività aerobica contano?

Qui è utile separare la mia esperienza personale da quello che sappiamo dalla ricerca.

Le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per gli adulti raccomandano 150–300 minuti alla settimana di attività aerobica moderata oppure 75–150 minuti di attività vigorosa, o una combinazione delle due. A questo si aggiunge attività di rafforzamento dei principali gruppi muscolari almeno due giorni alla settimana. Le indicazioni del Ministero della Salute italiano sono allineate a queste raccomandazioni.

La cosa che trovo particolarmente interessante pensando alla longevità è che, superati i 65 anni, le raccomandazioni aggiungono esplicitamente attività che combinino forza ed equilibrio, proprio con l’obiettivo di sostenere la capacità funzionale e prevenire le cadute.

Anche le evidenze sull’allenamento contro resistenza vanno nella stessa direzione: una revisione e meta-analisi sugli adulti più anziani ha trovato miglioramenti della forza e della capacità funzionale con l’allenamento di resistenza. Una meta-analisi di studi randomizzati ha inoltre rilevato che il lavoro sulla potenza può offrire un ulteriore, seppur modesto, miglioramento della funzione fisica rispetto al tradizionale allenamento di forza; gli autori sottolineano però che la certezza dell’evidenza era bassa.

Nel 2026 anche l’American College of Sports Medicine ha aggiornato la propria posizione sull’allenamento di resistenza, sulla base di un’ampia revisione delle revisioni disponibili, concentrandosi proprio su funzione muscolare, ipertrofia e prestazione fisica negli adulti sani.

Questo non significa che allenarsi garantisca di arrivare a 70 o 80 anni senza problemi.

Significa qualcosa di più concreto: forza, capacità aerobica, equilibrio e funzione fisica sono qualità sulle quali possiamo lavorare oggi.

Il motivo per cui continuo è cambiato

A 37 anni volevo principalmente uscire da una situazione nella quale non stavo più bene.

Oggi la motivazione è diversa.

Non riesco più a immaginare la mia vita senza attività fisica. È diventata la mia valvola di sfogo e uno degli strumenti che utilizzo per stare bene.

Ma c’è anche un motivo che guarda più lontano.

Quando penso a me stesso a 60 o 70 anni, non penso tanto a come vorrei apparire.

Penso a quello che vorrei essere ancora capace di fare.

Vorrei continuare a muovermi, viaggiare, salire le scale, portare una borsa, andare in bicicletta, giocare e fare le cose normali della vita senza dover dipendere continuamente da qualcuno.

Non posso sapere come invecchierò e l’allenamento non può garantirmelo.

Ma posso lavorare oggi su ciò che è sotto il mio controllo.

Il mio obiettivo è semplice:

vorrei rimanere il più autonomo possibile, il più a lungo possibile, senza condizionare la vita delle persone che mi stanno accanto.

È uno dei motivi per cui è nato PerformanceLab.

Non per inseguire l’idea di non invecchiare.

Ma per provare a capire come invecchiare mantenendo più a lungo possibile energia, capacità e voglia di fare.

E questo è il mio esperimento.


Nota per il lettore: questo articolo racconta la mia esperienza personale e ha finalità divulgative. Non è un programma di allenamento né un consiglio medico. Tipo, intensità e quantità di attività fisica vanno adattati alla propria condizione e, quando necessario, valutati con professionisti qualificati.

Fonti principali

Linee guida OMS sull’attività fisica · Ministero della Salute – Attività fisica negli adulti · ACSM – Resistance Training Position Stand 2026

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